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Quest'anno
alla marcia del Primo Maggio di Caracas era presente anche una delegazione
del Partito Comunista Italiano, che ha sfilato assieme al Circolo
Bolivariano Italo-venezuelano "Antonio Gramsci" di Caracas ed a Foro "Costitucion
y Paz", presieduto dal deputato ed ex Vice Ministro degli Interni Venezuelano, Augusto
Montiel.
La marcia di Caracas ha connotati che
vanno ben oltre la frontiera del Venezuela. E' veramente una marcia
internazionalista. Nella
foto accanto i rappresentanti dei venezuelani del Mundo, riuniti sotto la
bandiera della Patria Grande: si tratta dei tanti cittadini stranieri
residenti in Venezuela, tra i quali sono numerosi coloro che in passato
sono scampati alle persecuzioni di questa o quella dittatura,
presente un po ovunque in America Latina. Qui in Venezuela, soprattutto
adesso col Governo democratico di Chavez, hanno incontrato la libertà.
Alla marcia - come dicevamo - oltre agli
italo-venezuelani del Circolo Bolivariano "Antonio Gramsci" di Caracas,
sempre presenti in tutte le manifestazioni, ha asistito anche una
delegazione del Partito Italiano della Rifondazione Comunista, tra i quali
Marco Trapassi, dirigente nazionale, Walter Aiello, capogruppo Consiliare
al Consiglio Provinciale di Parma e Francesco Samuele, dirigente regionale
dell'Emilia Romagna. I
tre sono in Venenzuela ovviamente per conoscere la realta' della
rivoluzione bolivariano; stanno girando in lungo e largo il paese,
incontrando ed intervistando quante piu' persone possibili; persone di
tutti gli strati sociali, dal ministro, al parlamentare, alla persona piu'
umile che vive nei barrios, ai membri della classe media. Sono rimasti
veramente impressionati dell'enorme seguito che riscuote il presidente
Chavez a tutti i livelli. Pensavano che Chavez avesse un seguto solo tra
le classi piu' umili ed invece hanno scoperto che riscuote una
fiducia incondizionata anche tra gli appartenenti alla classe media. Si
sono imbattuti nella Asociazione "Clase Media en Positivo" che sta
raccogliendo le circa 700.000 firme necessarie per legalizzarsi come
partito politico, il partito ufficiale della Classe media che appoggia Chavez.
Ci confidano che nel documentario che
stanno girando, raccontano del perche' la gente ama cosi tanto al
Comandante Chavez; della speranza in un futuro migliore che questo
carsimtico presidente e' riuscito a dare a milioni di persone, un tempo
semplicemnte degli esclusi; milioni di uomini, milioni di donne che non
avevano nessun tipo di diritto; non avevano diritto neppure alle briciole
piu' piccole delle immense ricchezze di cui ha goduto e gode il Venenzuela;
milioni di uomini, milioni di donne, milioni di bambini che non avevano diritto nemmeno alla speranza.
La marcia, poi, che per il cronista
altro non era che una delle tante, che pur immensa non era neppure
lontanamente paragonabile alle marce gigantesche di appoggio al Presidente
Chavez, del 2003 e 2004, alla delegazione italiana e' sembrata
impressionante, con le centinaia e centinai di migliaia di partecipanti.
Certo se paragonata alle sfilate italiane del Primo maggio cui sno
abituati i tre delegati italiani e' ovvio che
alla delegazione italiana sia apparsa immensa.
Ovviamente
la marcia, oltre che aspetti soindacali, aveva conmnotati politici e non
puo' essere diversamente visto che quest'anno, a dicembre, ci sono le
elezioni presidenziali. Il problema, chiaramente, non e' dovuto all'incertezza
di chi le vincera': e' assolutamente scontata la vittoria di Chavez, che
stando ad alcuni recenti sondaggi di una societa' statunitense, ha un
grado di approvazione attorno al 66%. La sfida lanciata dal Presidente
Chavez e' il raggiungimento di dieci milioni di voti, per dimostrare al
mondo intero l'enorme accettazione che gode presso il popolo venezuelano.
Dieci milioni di voti rapprsentano il 75% dell'intero elettorato, ma
considerando una astensione non inferiore al 20%, il risultato
rappresenterebbe praticamente il 90% dei voti. Questa la sfida di Chavez.
Un'altro elemneto che ha impressionato i
delegati italiani, la simpatia della gente e la disponibilita' a qualsiasi
livello. All'interno della chilometrica marcia non sono mancati momenti per
socializzare e intercaqmbiare opinioni. Alla fine, una delegazione del
Partito Comunista Venezuelano (PCV), sezione di Tachira, ha regalato agli italiani la
bandiera del Partito Comunista Venenzuelano. La delegazione italiana
avaeva tre bandiere Rifondazione e le ha regalate tutte.
Nelle seguenti foto, alcuni momenti
della manifestazione.
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Donne, due bandiere, un solo ideale
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Bandiere dei comunisti italiani
mischiate a quelle venezuelane |
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Alla manifestazione erano presenti
anche personaggi famosi, che non potevano sfuggire alle richieste di
autografo dei propri fans. Nelle due foto i membri del gruppo musicale
"Lloviznando, canto", gruppo salvadoregno, famoso in tutta l'America
Latina. |
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I rappresentati del Partito Comunista Venezuelano,
che hanno regalato la bandiera agli italiani. Tra di loro, la
scrittrice veneuelana, di origini polacche, Yuri Weki
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La delegazione del Partito della Rifondazione Comunista
presente alla marcia: da destra verso sinistra, Francesco Samuele, Valter
Aiello, Marco Trapassi; all'estrema sinistra Eunice Veliz,
Foro, Costitucion y Paz. |
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