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- 7 novembre
2007: la Scuola di
Studi Giuridici
dell'Università
Centrale del
Venezuela in Caracas
è presa d'assalto da
un'orda di fscisti
inferociti che
tentano di bruciare
vivi un gruppo di
studenti
simpatizzanti di
Chavez
- Alla testa
dei "pacifici"
studenti di
opposizione, un
noto professore
dell'Università
Santa Maria (Privata).
Con la fionda rompe
i vetri
dell'istituto in cui
sono rinchiusi gli
studenti
simpatizzanti di
Chavez. E' ben nota
l'implicazione dei
professori e dei
vari rettori di
alcune Università
private ed in
particolare del
rettore della USB
nell'organizzare e
formare i "pacifici"
studenti di
opposizione
-
- Studenti
dell'Università
Cattolica "Andrés
Bello" in azione
- Studenti del
"Colegio Francia"
- Anche se col
volto coperto lo
studente in
questione è stato
identifdicato: si
tratta di Luis
Alfonso Herrera
- Studenti
dell'Università
Santa Maria (Privata)
- Vandali in
azione
- Studenti
dell'Università
Metropolitana (Privata)
- Studente di
opposizione (ben
individuabile dal
cartello del NO alla
riforma) della
Università Cattolica
"Andres Bello"
- Uno dei
feriti. Al contrario
di quanto riportato
dai media italiani
non c'è stato nessun
morto. Comunque
molti sono stati i
feriti, quasi tutti
tra le file dei
simpatizanti di
Chavez, rinchiusi
all'interno della
Scuola di Studi
Giuridici
- Altro ferito,
sempre tra le file
dei simpatizzanti di
Chávez
Di seguito, alcune
immagini di ciò che
resta della Scuola
di Studi Giuridci,
data alle fiamme nel
tentativo di
bruciare vivi gli
studenti affetti al
Governo. Bisogna
ricordare che
l'Università
Centrale, e
particolarmente
quest'Istituto
distrutto dalle orde
fasciste è
Patrimonio
dell'umanità
dell'Unesco. Non
contenti di
distruggere parte
dell'università, i "pacifici"
studenti di
opposizione se la
sono presa anche con
le piante: sono
stati incendiati
alcuni alberi di
palme e come si vede
dai
video sono stati
distrutti anche
autobus ed auto
parcheggiate. La
maggior parte degli
studenti sono stati
individuati, ma al
momento non ci
risultano siano
finiti in galera,
così come nessuno
dei lider è stato
chiamato a
rispondere. Uno dei
grandi problemi
della "rivoluzione
bolivariana" è
l'impunità. Fino a
quando si continuerà
a permettere ai
violenti di farla
franca ed ai
responsabili morali
(e non solo) di
queste violenze,
ossia i rettori, i
professori delle
università private e
soprattutto i media
che contnuamente
invogliano alla
violenza, in questo
paese non potrà
esserci pace e
giustizia.



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Emblematica
l'immagine di questo
pompiere che ha
dovuto lavorare non
poco per spegnere
l'incendio
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