Una delegazione del Ministero
degli Affari Esteri e del Ministero dell'Interno effettuerà una missione
congiunta in Venezuela dal 26 al 30 giugno con l'obiettivo di
sensibilizzare le Autorità venezuelane a rafforzare le misure di
contrasto al problema dei sequestri, di cui spesso sono vittime anche
italiani qui residenti.
Agli alti esponenti governativi
italiani e primo fra tutti al nuovo viceministro Danieli, che
incontreranno anche i soliti rappresentati della collettivita' italiana,
chiediamo che oltre a venire in Venezuela per dare "lezioni" alle
autorita' venezuelane su come gestire la sicurezza interna, prendano in
considerazione la scabrosa situazione in cui versano i Consolati
italiani.
Gli italiani residenti
all'estero vedono cambiare i governi ma non la sostanza della politica
italiana. Adesso abbiamo un governo di centro sinistra, di cui noi siamo
simpatizzanti, e si sperava che il viceministro per gli italiani nel
mondo, Danieli, venisse in America Latina per occuparsi della situazione
dei Consolati e dei servizi offerti agli italiani all'estero.
Certamente gli italiani vittime
di sequestro debbono avere tutta l'attenzione delle autorita' italiane,
ma l'azione del governo non puo' ridursi ad una sterile iniziativa, che
sembra piu' un'ingerenza che atti comcreti ed effettivi.
L'italia dei decenni passati ha
avuto lo stesso problema dei sequestri, con centinai di italiani rapiti
ed alcuni ammazzati. Il fenomeno e' staato drasticamente ridimensionato
anche grazie ad una serie di azioni legislative, prime fra tutte la
legge che prevede il congelamento momentanea dei beni del sequestrato.
Riteniamo che un'azione del Governo Italiano possa andare nella
direzione di mettere a disposizione del Governo Venezuelano tali
strumenti. Al contrario, la presenza in Venezuela di forze investigative
italiane (ammontante al massimo ad un paio di unita') non possa servire
nel concreto ed anzi puo' essere visto semplicemente come mezzo di
ingerenza.