2006
martedì, 10 giugno 2008 17:25:39
Edito por Asociación Civil "LPG"
Responsable: Attilio Folliero

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Iniziative 2006

Nel 2006 il Circolo ha partecipato a numerose inizative:
26/01/2006 - Foro sull'emigrazione organizzato dalla FILEF, nell'ambito del VI Foro Social Mundial di Caracas. Il Circolo è presente

3 febbraio 2006 - Il Circolo "Gramsci" partecipa al Convegno sul Socialismo del Secolo XXI organizzato a margine del Foro Social di Caracas dall'Alcalde Mayor del Distretto Metropolitano di Caracas "Juan Barreto Cipriani". A tale incontro partecipano Toni Negri, Giuseppe Cocco e Sandro Mezzadra.

04/02/2006 - Marcia per l'anniversario del 4 febbraio 1992

A sinistra una bambina con il suo "Chávez" in braccio. A destra membri del Circolo "Gramsci" mischiati ad altri partecipanti.
08/03/2006 - Marcia per la giornata delle donne

Il Circolo e' presente alla marcia per la festa delle donne, con la bandiera della pace. A destra incontro con un gruppo di peruani con la bandiera degli indigeni (la bandiera della pace ha gli stessi colori, in ordine inverso, della millenaria bandiera degli indigeni peruani.

09/04/2006 - Il Circolo Gramsci è impegnato nelle prime elezioni politiche italiane in cui votano gli italiani residenti all'estero.

Nell'ambito delle prime elezioni politiche italiane (9/04/2006) con la partecipazione al voto degli italiani residenti all'estero, il Circolo contribuisce alla discussione per la formazione della Lista dell'Unione, contribuisce alla stesura del programma elettorale ed appoggia il candidato Arduino Monti (foto in basso a destra). Carlo Cartocci, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista, incaricato delle trattive con gli altri partiti dell'Unione è l'interlocutore principale del Circolo. Il 25/01/2006 Carlo Cartocci (foto in basso a sinistra) incontra a Caracas il Circolo "Gramsci"; il 29/01/2006 Carlo cartocci incontra la collittivita' italiana (foto in alto).

Le richieste della collettivita' italiana all'Unione

PREMESSA

Il documento in questione è stato presentato dai simpatizzanti della sinistra dell'Unione e dei partiti di sinitra, da semplici cittadini italiani e dal Circolo; il documento è stato letto il 29 gennaio, in occasione dell'incontro organizzato dai Simpatizzanti della Sinistra dell'Unione con Carlo Cartocci, membro del partito della Rifondazione Comunista, a Caracas in veste di rappresntante ufficiale dell'UNIONE. All'incontro hanno partecipato circa un centinaio di persone provenienti da Caracas e da altre città del Venezuela ed alcuni rappresentanti di associazioni italo-venezuelane ed ONG presenti in Venezuela. Il Documento è stato ampiamente condiviso e sottoscritto da 53 rappresentanti del mondo associativo venezuelano.

IL DOCUMENTO

La prima cosa che dovremmo chiedere ai partiti ed alle forze politiche che compongono la coalizione di sinistra è che finalmente assumano l’impegno di fare in modo che lo Stato cessi la latitanza verso i propri cittadini residenti all’estero. Che diano una dimostrazione di rispetto verso di noi, non trasferendo qui le loro contraddizioni e le lotte intestine per quote di potere. Che appoggino per le prossime elezioni al parlamento rappresentanti dell’emigrazione e che nella scelta prevalga il lavoro svolto a favore delle proprie comunità e non la militanza in un determinato partito. Che sappiano adoperare il buon senso per evitare inutili conflitti con le società che ci ospitano e che promuovano invece una sana integrazione.

La collettività italiana residente all'estero cosa può richiedere ai partiti di sinistra, organizzati nella coalizione dell'UNIONE? Semplicemte che l'UNIONE, una volta divenuta forza di governo, faccia attuare pienamente e definitivamente i principi contenuti nella Costituzione italiana. La Costituzione italiana, fra le più "belle" costituzioni democratiche del mondo in tema di diritti e libertà costituzionali, riconosce all'art. 2 i diritti inviolabili dell'uomo ed all'art. 3 i principi di uguaglianza, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e socialiTali principi, fino ad ora, sono stati parzialmente o completamente disattesi per una parte consistente di cittadini italiani, ossia le collettività italiane residenti all'estero, creando una vera e propria distinzione fra cittadini italiani residenti in Italia e cittadini italiani residenti all'estero. Basti pensare al diritto di voto, che solo recentemente è stato "concesso" anche ai cittadini italiani residenti all'estero, che alle prossime elezioni politiche di aprile potranno esercitare per la prima volta tale diritto ed eleggere i propri rappresentanti al Parlamento italiano.

Gli italiani del Venezuela, in occasione delle prossime elezioni parlamentari, chiedono, pertanto, alla coalizione dell”UNIONE” ed ai candidati da essa nominati, in rappresentanza degli italiani all’estero, un impegno formale per il riconoscimento pieno dei loro diritti ed, a tal fine, avanzano le seguenti proposte:

ATTRIBUZIONI E COMPETENZE DELLE ISTITUZIONI DELLO STATO PREPOSTE ALL’EMIGRAZIONE

Per le nuove sfide che affronta l’amministrazione dello Stato per quanto riguarda i cittadini all’estero consideriamo necessario:

1. dotare di strumenti normativi ed amministrativi adeguati la Direzione del Ministero degli Esteri per l’Emigrazione oppure il Ministero degli Italiani nel mondo, trasformandolo in un Ministero con portafoglio, affinchè uno dei due sia l’ Istituzione che definisce tutte le politiche riguardanti le nostre comunità. Dovrebbe stabilire una rete per l’applicazione di tutte le politiche degli Enti regionali destinate all’emigrazione, coordinare gli interventi in materia amministrativa, sociale e culturale con i Consolati, gli Istituti di cultura, gli organismi incaricati della comunicazione ed informazione (es.rai internazionale)- La sua funzione fondamentale inoltre dovrebbe essere quella di stabilire rapporti permanenti di lavoro con le rappresentanze degli italiani all’estero e con le associazioni da essi costituite..

2. dotare le Regioni, oggi quasi tutte guidate da Amministrazioni di centro sinistra, di adeguati strumenti normativi ed amministrativi che consentano loro l’adozione di una politica di appoggio fermo e deciso alle loro comunità emigrate, nel quadro di una strategia di interventi programmati sulle nostre realtà.

LA CITTADINANZA

Il diritto di cittadinanza che rientra tra i diritti inviolabili dell'Uomo; tale diritto non è una concessione dello Stato, ma è un diritto innato, che si acquisice semplicemnete con l'atto di nascere e discendere da un cittadino/a italiano/a (la cittadinanza iure sanguinis). Dalla cittadinanza discendono tutta una serie di diritti ed ovviamente anche doveri. Pertanto, non esiste alcuna distinzione fra l'essere cittadino italiano residente in italia e cittadino italiano residente all'estero. Nella pratica le cose vanno molto diversamente, e di qui le richieste della collettività italiana residente all'estero, alla futura coalizione di governo
Crediamo opportuno una ridiscussione della legge sulla cittadinanza n.91 del 1992, al fine di eliminare ingiustizie ed assurdi giuridici (es. Perchè un figlio di italiano naturalizzato può ottenere la cittadinanza solo dopo tre anni di residenza in Italia, mentre le persone di altre cittadinanze coniugate con cittadini italiani possono ottenerla con una semplice richiesta presso il Consolato solo tre anni dal matrimonio senza il requisito della residenza in Italia?), ma soprattutto insopportabili lentezze.
Per quanto riguarda poi il tema del riacquisto della cittadinanza italiana da parte di quanti in passato hanno rinunciato alla stessa, crediamo necessario Prorogare a tempo indefinito il termine per il riacquisto della cittadinanza presso i Consolati,.

I CONSOLATI

In tale ambito sappiamo di non dire nulla di nuovo, in quanto la richiesta della ristrutturazione della rete consolare è un clamore che viene da tutti i paesi del mondo dove vi siano emigranti di origine italiana. Crediamo, in ogni caso, necessario:

1- assegnare maggiori risorse per l’adeguamento tecnologico e la informatizzazione;

2- incrementare il personale con l’assunzione anche di personale italiano residente in loco, la qual cosa permetterebbe , fra l’altro, un sostanziale abbattimento dei costi;

3- ristrutturare le reti consolari “interne” oggi basata in gran misura sulla figura dei consoli onorari, al fine di ridurre i tempi di attesa degli utenti. Non è possibile nel 2006 che, per ottenere un certificato di cittadinanza, un cittadino italiano residente in una città di provincia debba attendere oltre 20 giorni.

4- Moltiplicare la capacità di risposta della rete consolare, attraverso la firma della Convenzione con gli Istituti di Patronato, che hanno dimostrato grande efficienza nell’espletamento delle pratiche pensionistiche. Per evitare ai Consolati ulteriori costi ed ingorrose procedure amministrative anche i ruoli che in Italia rivestono i Difensori Civici e gli Uffici delle Pubbliche Relazioni, all’estero potrebbero essere assegnati agli Uffici di Patronato, giacchè in pratica, data l’impossibilità degli Utenti di ricevere adeguata attenzione da parte dei Consolati, già svolgono questi compiti.


L’ ASSISTENZA SOCIALE

In via preliminare vogliamo sottolineare che, in questo campo, si contravviene al principio costituzionale dell’uguaglianza e pari dignità dei cittadini italiani. Infatti i residenti all’estero vengono discriminati quando si condiziona l’assegnazione di una pensione sociale alla residenza in territorio italiano. Lo stesso dicasi per l’assistenza sanitaria. A tal proposito è importante sfatare il mito secondo cui la povertà, tra gli italiani qui residenti, sia un prodotto degli ultimi anni. È una prova il fatto che da oltre 40 anni la comunità ha costituito numerose associazioni dedicate all’assistenza dei più bisognosi e degli anziani (COMITES, Case di riposo ecc..).

In tale ambito consideriamo necessario:

1. creare gli strumenti legali che permettono ai cittadini residenti all’estero ottenere il diritto alla pensione sociale;

2. rivedere la normativa che regola l’assistenza attraverso i Consolati, al fine di ottimizzare le scarse risorse disponibili in tale ambito.
Nel 2004, inffatti, sono stati restituiti allo Stato fondi non utilizzati per circa 100.000 Euro, perchè, secondo i criteri di valutazione adottati, gli stessi non potevano essere assegnati.

L’ASSISTENZA SANITARIA

In Italia, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è composto da un insieme di strutture e servizi che assicurano la tutela della salute e l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini italiani e stranieri, senza alcuna differenza di trattamento. In sostanza con tale servizio lo Stato Italiano ha inteso eliminare le differenze tra quanti avevano la possibilita' di curarsi e quanti non l'avessero. Tale principio dovrebbe applicarsi anche agli italiani all'estero, al fine di tutelare le categorie dei piu' deboli. Come esiste presso ogni Comune, accanto all'anagrafe della popolazione residente (APR), una Anagrafe dei cittadini italiani Residenti all'estero (AIRE) chiediamo che esista una sorta di anagrafe dei cittadini residenti all'estero relativa al Servizio Sanitario Nazionale.
E’ bene segnalare che, in Venezuela, il sitema sanitario era stato quasi completamente privatizzato a discapito del settore pubblico. Per tale motivo, nonostante gli sforzi dello Stato Venezuelano nel suo impegno di costruire un sistema sanitario pubblico gratuito e moderno, passerà ancora del tempo affinchè lo stesso possa essere sufficiente per il fabbisogno di tutta la popolazione. Sarebbe opportuno che il Consolato potesse sottoscrivere dei convegni con assicurazioni o cliniche locali per far fronte alle emergenze ed interventi chirurgici dei connazionali bisognosi.

LE RELAZIONI BILATERALI E LA COOPERAZIONE

Chiediamo un impegno pubblico e definitivo dell’UNIONE per il rispetto assoluto ai governi eletti dai cittadini dei paesi in cui risediamo e nessuna ingerenza nella politica interna.
Le Comunità all’estero e quindi i loro rappresentanti devono costituirsi in un ponte tra l’Italia ed i paesi che ci ospitano. Lo Stato Italiano è chiamato a collaborare per una maggior integrazione e per una proficua relazione con l’altro Stato.
Per quanto riguarda il Venezuela é un paese che ha iniziato una nuova tappa verso lo sviluppo accellerato, anche l’Italia è chiamata a parteciparvi. Siamo d’accordo che sia attraverso le grandi imprese, gli appalti e gli accordi tra stato e stato nell’area economica, però pensiamo che sia necessaria anche una partecipazione di carattere sociale. A nostro avviso l’Italia può e deve collaborare nelle aree della:

1- formazione professionale
Una delle nostre proposte già presentata a persone ed istituzioni in diverse opportunità è creare con il patrocinio dello Stato Italiano, gli Enti regionali, Associazioni di categorie e l’appoggio anche dello Stato venezuelano una Scuola delle arti e dei mestieri.
La nostra Comunità ha costruito nelle città più importanti del Venezuela 38 Centri sociali, dovremmo essere in grado di porre in funzionamento una sede delle scuole nelle istallazioni di ognuno di essi o nelle vicinanze L’idea è offrire al paese che ci ospita le migliori cose della nostra cultura. Il Venezuela ha urgente bisogno di mano d’opera qualificata e della formazione professionale anche per diminuire gli alti indici di delinquenza che patisce la popolazione.

2-cooperativismo e costituzione di piccole e medie imprese
A tal proposito crediamo importante approfondire ed ampliare la collaborazione tra il Ministero della Economia Popolare – MINEP del Venezuela e le grandi centrali cooperative italiane (Lega e Confcooperative), al fine di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale del paese che ci ospita ed allo stesso tempo rafforzare l’immagine dell’Italia fra i suoi settori popolari. Consideriamo, inoltre, necessario coordinare l’attività svolta nei nostri paesi di residenza dall’I.C.E. con le Camere di Commercio e con gli imprenditori di origne italiana

L’ IDENTITÀ’ CULTURALE

Noi, italiani del Venezuela, crediamo che l’identità culturale è un diritto umano fondamentale. Quando si vive in una società come la venezuelana, dove i principi della “pluriculturalità e multietnicità” sono riconosciuti e sanciti nella Costituzione nazionale si rende indispensabile una conoscenza profonda delle proprie radici, perchè ognuna delle culture qui rappresentate, riaffermando la propria identità, contribuisce alla formazione di una identità collettiva. Il Ministro della pubblica Istruzione Aristobulo Isturiz ha sottoscritto un accordo con lo Stato italiano un accordo per l’insegnamento della lingua italiana. Anche noi consideriamo che l’insegnamento della lingua è priorità assoluta e che lo Stato Italiano deve ormai assumere l’impegno di offrire ai cittadini residenti all’estero la necessaria pubblica istruzione e definire innanzitutto una strategìa politica chiara e coerente che permetta stabilire una sinergìa tra tutti gli Enti ed istituzioni interessati nella diffusione della lingua e cultura e nella comunicazione con le comunità residenti all’estero . A tal fine proponiamo la ristrutturazione degli Istituti Italiani di Cultura dotandoli di strumenti normativi adeguati affinchè nella loro gestione siano chiamati a partecipare i cittadini residenti all’estero, siano dotati di moderne tecnologìe affinchè possano assumere nuovi compiti e responsabilità:
Devono trasformarsi nell’organismo di coordinamento di tutte le attività culturali, promosse dallo Stato all’estero:

1- diffusione della lingua italiana tra le nostre comunità a beneficio soprattutto delle nuone generazioni:

2- diffusione della cultura attraverso manifestazioni culturali nei nostri circoli e nelle società che ci ospitano attraverso accordi con Enti ed Istituzioni preposti all’attività culturale locale;

3- Piena collaborazione e sopporto alle attività culturali organizzate dalle nostre comunità;

4- Predisporre meccanismi di patrocinio per la diffusione della cultura italiana attraverso i mezzii di comunicazione di massa, stampa, radioelettrici e televisivi;

5- Collaborare, sponsorizzare, fomentare la realizzazione di produzioni letterarie, cinematografiche, musicali, audiovisivi ecc. Di persone integranti delle nostre comunità affinchè sia possibile una maggior conoscenza dell’emigrazione e le sue realtà e si permetta la informazione di ritorno nei riguardi degli italiani residenti nella penisola;

6- Stabilire relazioni con Enti ed Istituzioni dei nostri paesi di residenza per una maggior presenza e collaborazione negli accordi ed intercambi di carattere culturale.

L’INFORMAZIONE E LA COMUNICAZIONE

Chiediamo che sia riconociuto ai cittadini residenti all’estero il diritto alla libera espressione e che lo Stato si adoperi affinchè possa essere esercitato attraverso gli organismi preposti all’informazione ed alla comunicazione. Gli italiani ell’estero sono sempre stati ignorati dalla società italiana: dell’emigrazione i nostri concittadini residenti in Italia sanno poco o nulla. I nostri concittadini in Italia hanno il pieno diritto a ricevere informazioni che ci riguardano e che riguardano le realtà che viviamo e i paesi dove risiediamo, così come noi abbiamo il pieno diritto ad esprimere le nostre opinioni e raccontare a modo nostro le nostre realtà di ogni giorno.
Pertanto consideriamo opportuno modificare palinsesti e contenuti del canale internazionale della RAI al fine di:

1. includere nella programmazione giornaliera dei tre canali nazionali della RAI uno spazio per le notizie che ci riguardano e che riguardano i paesi in cui risediamo (non solo le notizie sensazionalistiche o brutte notizie ma informazioni inerenti alla storia, tradizioni costumi, realtà tanto delle nostre comunità come delle società che ci ospitano).

2. permettere l’ apertura, sul canale internazionale della RAI, di spazi destinati a programmi informativi, artistici o a qualsiasi manifestazione culturale realizzata e prodotta nei nostri paesi di residenza da autori e registi che fanno vita tra di noi

3. favorire una programmazione di maggior qualità, dando priorità agli spazi informativi ed includendo notizie provenienti dalle Regioni italiane. (In ogni caso sarebbe, a nostro parere, opportuna una maggiore valorizzazione della nostra lingua ed un minore ricorso agli anglicismi, che sebbene ormai largamente diffusi nella società italiana, suonano alle orecchie di noi emigrati, come una sottovalutazione della lingua madre).

01/05/2006 -Primo maggio internazionalista a Caracas. Il circolo Gramsci e' presente.

Con il Circolo Gramsci di Caracas ha sfilato una delegazione del partito della Rifondazione Comunista, venuta appositamente dall'Italia. Da destra a sinistra: Francesco Samuele, dirigente regionale dell'Emilia Romagna, Walter Aiello, capogruppo consiliare alla Provincia di Parma, Marco Trapassi dirigente nazionale del partito, Eunice Veliz, del Foro Constitución y Paz

29/05/2006 - Adesione ufficiale al FREVEMUN
Il 29 maggio, il circolo aderisce ufficialmente al FREVEMUN, Frente de los Venezolanos del Mundo por la construcción de la Patria Grande.
17/09/2006 - Il compagno Mario Neri del Circolo Gramsci di Caracas tiene a battesimo l'apertura del Circolo Bolivariano "Josè Carlos Mariategui" di Napoli.

Si è conclusa la visita a Napoli del compagno Mario Neri del Circolo Bolivariano "Antonio Gramsci" di Caracas e membro della Commisione Esteri del FREVEMUN (Frente de los Venezolanos del Mundo por la construccion de la Patria Grande) che ha tenuto a battesimo il costituendo Circolo Bolivariano "Josè Carlos Mariategui" di Napoli.

Il compango Mario ringrazia dell'ospitalità tutti i numerosi compagni che ha avuto modo di conoscere durante una intera settimana di permanenza e coglie l'occasione per invitare, ancora una volta, a lavorare per l'unità e la costruzione della sinistra conseguente.

La solidarietà che questi compagni italiani riusciranno a dimostrare nei confronti del Processo Rivoluzionario in Venezuela non può che essere una palestra per avanzare anche in Italia verso quelle conquiste politiche, umane e sociali che caraterizzano la Rivoluzione Bolivariana, che come dice il Vice Presidente Vincente Rangel si caratterizza sempre più chiaramente come Rivoluzione Socialista del XXI secolo.

 

 

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